
I sandali di San Francesco a Recanati
In occasione dell’anno giubilare francescano, nella cattedrale di San Flaviano a Recanati sono esposti i sandali di San Francesco di Assisi, custoditi nella Cappella dei Santi.
I sandali si trovano in una teca proprio nell’androne del sancta santorum.
Avvicinandosi alla grata si sente tutta l’energia di quei calzari indossati da uno dei maestri spirituali più illuminati della storia.

18.000 Bovis, un’esperienza sacra e commovente capace di produrre cambiamenti interiori profondi.
Una dolcezza che toglie il fiato, un senso di pace e armonia che solo Francesco con la sua Energia riesce a donare ancora oggi.
Secondo la documentazione della reliquia i sandali sarebbero stati realizzati e donati da Chiara, ma dalla mia analisi radiestesica è emerso che a donarli a Francesco fu Leone, il compagno sepolto con lui insieme a Ruffino, Angelo e Masseo nella cripta della basilica inferiore di Assisi, un luogo di profonda connessione energetica.
Reliquie insolite nelle Marche
Le Marche sono una regione ricca di reliquie considerevoli.
Oltre alle varie spine della corona della passione di Cristo e alcune schegge della croce, il nostro territorio custodisce reliquie davvero particolari.
Ad esempio, a Visso, nella sacrestia della Collegiata di Santa Maria, si trova uno dei famosi 30 denari offerti a Giuda per tradire Gesù.
La mano destra di san Giovanni Battista è conservata a Rapagnano in un reliquiario (l’altra invece è in Montenegro).
Il cranio di San Giacomo minore è custodito al Duomo di Ancona e il dito indice di San Pietro si trova a Corridonia nella Chiesa dei SS. Pietro, Paolo e Donato.
In questa chiesa, inoltre, si dice sia passato San Francesco nel 1224 e che si sia inginocchiato davanti a un crocifisso ligneo esposto ancora oggi sulla navata di sinistra.
Sui mattoni dove il santo si inginocchiò si impresse la forma delle sue ginocchia. Quei mattoni sarebbero stati murati all’interno della colonna destra di fronte all’altare.

Se si appoggia la schiena su quella colonna, raccontano i locali, passerebbero il mal di schiena e i disturbi ai reni.
Effettivamente, misurando l’ampiezza energetica delle varie colonne, quella dove si troverebbero i mattoni di San Francesco risulta più estesa rispetto alle altre.
Le reliquie nelle altre culture
La religione cattolica tramite il Pontificale romano ha una normativa chiara e precisa su come e perché deporre sotto l’altare reliquie di martiri o di altri santi, ma il cristianesimo non è stata la prima religione a venerare le reliquie.
Già i popoli pre-cristiani avevano i loro rituali e i loro oggetti sacri legati al pantheon di rifermento e in ragione della sacralità dell’eroe a cui erano legati.
E anche le grandi religioni moderne hanno il proprio culto delle reliquie.
La Camera delle Sacre Reliquie del Palazzo Topkapi a Istanbul ospita una notevole collezione di oggetti appartenuti al profeta Maometto, come il suo mantello di lana nera, spade e archi, lettere, un dente perso durante la battaglia di Uhud e le sue impronte ritenute portatrici di benedizioni.

Per l’islam non sono semplici manufatti storici, ma parte integrante della vita religiosa dei musulmani di tutto il mondo.
Nel buddismo invece sono diffusi i Śarīra, piccole perle cristalline o pietre colorate rinvenute dopo la cremazione del Buddha storico e di altri grandi maestri spirituali. Sono conservate all’interno degli stupa o nelle statue.
Per i buddisti rappresentano la Mente illuminata dei Buddha, simboli di saggezza e compassione, capaci di infondere benedizioni ai devoti.

Ma da dove nasce tutta questa venerazione per ossa e oggetti che ha conquistato così tante civiltà diverse tra loro?
È davvero solo un grande business dal sapore un po’ macabro?
La memoria energetica
Sappiamo bene cosa significa sentire l’aria “pesante” in un luogo o addosso a una persona, dopo esperienze traumatiche o situazioni stressanti.
È quella che chiamiamo memoria energetica: come un vestito che trattiene un odore, anche gli ambienti e gli oggetti possono assorbire le emozioni e i pensieri con cui sono venuti a contatto, conservandone la traccia anche dopo che l’evento è finito.
Nell’ambito spirituale, le reliquie sono ponti potenti di rimanenza energetica, poiché fungono da accumulatori di altissime frequenze vibrazionali.
Non si tratta quindi di un oggetto comune, perché la reliquia non ha solo assorbito un’energia ambientale, ma anche la consapevolezza e la forza spirituale della persona illuminata a cui apparteneva.
E tutto ciò si può misurare.
E ovviamente sentire.
L’autenticità di una reliquia può essere facilmente verificata attraverso la radiestesia e la sensibilità umana.

Valori oltre i 15.000 Bovis indicano un alto livello di energia e quindi rappresentano una prova che certi resti corporei o certi oggetti siano davvero appartenuti a persone estremamente illuminate.
È il corpo stesso che sente quell’energia, si possono provare sensazione di calma, benessere e pace interiore, come se il tempo si fermasse.
Al contrario, ci sono casi, molto rari per fortuna, in cui le reliquie sono state manipolate con “lavori al nero”.
Qui l’energia è bassa, disturbante, fastidiosa.
Ecco, in queste situazioni ho solo un consiglio: scappare!
Allontanarsi, ripulirsi per bene e sperare di non avere effetti troppo pesanti nei giorni successivi.
Infine, se una reliquia non è autentica, misuriamo un valore energetico neutro, sui 7/8.000 Bovis, ma soprattutto non percepiamo quella connessione invisibile, quello stato di grazia tipico delle energie più spirituali.
E capita più spesso di quanto si immagini!
Una grande delusione fu la Sacra Sindone a Torino.
In molti mi avevano riferito entusiasti della sua grande energia, ma io non sentii nulla.
Mi piace pensare che quel giorno la vera reliquia fosse stata sostituita con una copia, magari per eseguire ricerche particolari…
Per comprendere al meglio l’importanza energetica delle reliquie, porto sempre l’esempio della Chiesa di San Giusto in San Maroto, a Pieve Bovigliana, oggi Valfornace (MC), a una quindicina di chilometri da Camerino.
Da un punto di vista geobiologico, emerge chiaramente che l’edificio non sia nato come luogo di culto, perché mancano tutti i riferimenti cosmo-tellurici tipici di un luogo sacro, come ad esempio, l’incrocio di due corsi sotterranei, i punti bassi e quelli elevati ben posizionati.

Ne parlo in modo approfondito nel libro “Le Energie nei Luoghi Sacri di Carlo Magno”.
Ciononostante, davanti l’altare è presente una zona ad alta energia di ben 21.000 UBovis, dovuta probabilmente alla presenza di qualche reliquia autentica o alla sepoltura di una persona spiritualmente molto elevata.
L’impronta energetica dei Santi
Di uomini illuminati qui nelle Marche ne abbiamo avuti molti e spesso mi reco da loro per accogliere la loro energia benefica e positiva.
I miei preferiti sono eremiti, monaci e francescani della prima ora, tutta gente che decise di abbandonare la comodità profana per rifugiarsi nella contemplazione.
Come Liberato, un nobile di Loro Piceno discendente dei Brunforte che lasciò tutto per seguire Francesco d’Assisi. Nei Fioretti viene descritto come un uomo solitario, di poche parole, amante della natura e della meditazione.
Le sue spoglie sono a San Ginesio (MC) nell’Eremo di San Liberato dove nei secoli sono avvenuti numerosi miracoli.
La stanza che custodisce i resti di San Liberato è davvero pregna della sua energia, un’energia dolce, accogliente che riscalda il cuore, ma allo stesso tempo forte e tenace.
La stessa energia che, tra l’altro, si sente nella fonte vicino l’eremo dove sgorga un’acqua cristallina ad energia elevatissima.

Un altro francescano a cui sono particolarmente affezionata è il Beato Pietro di Treia, i cui resti si trovano a Sirolo (AN) nella splendida chiesetta della Madonna del Rosario.
Lui ha vissuto tutta la sua vita con il confratello e “più che amico” Corrado da Offida, tanto che nei Fioretti si dice che i due fossero uniti in un rapporto affettivo privilegiato, come “se avessero un cuor solo e un’anima sola”.
Insieme meditavano, andavano in estasi e avevano visioni.
Pietro ha canalizzato l’Arcangelo Michele proprio al convento francescano di Sirolo.
Le sue spoglie hanno un’energia particolare, molto forte ma anche leggera, in grado di schiarire la mente e sciogliere i pensieri più cupi in maniera dolce e delicata.
È la stessa energia che ho ritrovato anche in due francescani i cui resti sono conservati nel Santuario della Madonna dei Lumi a San Severino Marche (MC): Pellegrino da Falerone e Bentivoglio de Bonis, famoso per le sue estasi luminose.
La stessa custode della chiesa mi confidò che, un giorno aprendo la teca per sostituire una lampadina, avvertì uno straordinario profumo di fiori che le addolcì il cuore.
Anche il Santuario è un luogo molto carico di energie cosmo-telluriche, infatti la tradizione locale narra che in una notte di gennaio del 1584, per circa un’ora l’immagine della Madonna col Bambino dipinta in un’edicola sacra fu inspiegabilmente circondata da luci scintillanti e luminose ed emanava una luce fortissima visibile anche nelle campagne circostanti.
Da qui il nome Madonna dei Lumi!
L’energia dei benedettini, invece è completamente diversa, ma altrettanto forte.
Mentre i francescani sono leggeri e accoglienti, i benedettini hanno un’aura più solenne e autorevole.
Uno tra tutti, Firmano, l’abate della splendida abbazia di San Firmano a Montelupone (MC).
Nella cripta, dove l’energia della chiesa si manifesta in tutta la sua maestosità, sono conservati i suoi resti in un’urna di ottone inserita in una custodia di ferro battuto.
San Firmano, oltre ad essere santo patrono di Montelupone è anche protettore delle ossa.
Secondo la tradizione locale, infatti, passando (per 3, 7 o 9 volte) sotto l’altare con le sue spoglie, si può trovare sollievo dai dolori osteo-articolari.

In effetti, davanti e dietro l’altare troviamo due punti energetici notevoli: uno bassissimo e l’altro altissimo.
Conclusioni
Le reliquie autentiche sono molto rare.
La speculazione della Chiesa durante i secoli ha generato migliaia di falsi e contraffazioni senza anima.
Ma quando siamo di fronte a un oggetto che si è impregnato dell’energia spirituale di un grande iniziato, il nostro corpo non può rimanere indifferente.
Non si tratta di fede.
Il cuore si apre e la mente si illumina.
Per un momento, possiamo connetterci a qualcosa di profondo in cui tutto ci parla di pace.
La pace dell’anima dove finalmente siamo a casa.
